Vendere un quadro all’asta o... al supermercato?
La vendita di quadri ad alto livello può regalare indubbiamente grandi soddisfazioni; basti pensare ad esempio a un dipinto giovanile di Picasso, battuto all’asta da Sotheby’s per una cifra decisamente alta: 104 milioni di dollari! Il quadro è “Il ragazzo con la pipa”, risalente al 1905, durante il “periodo rosa” del pittore catalano. Analogamente, un De Chirico del periodo metafisico “Il Grande Metafisico”, è stato venduto per più di 7 milioni di dollari. Si tratta di prezzi veramente esorbitanti, che lasciano indubbiamente senza parole. Ma al di là delle vendite eccellenti, anche la vendita di un semplice quadro di valore medio è sempre un momento delicato, anche perché vi sono moltissimi falsari d’arte pronti ad ingannarci con la loro abilità. Questo è quello che viene comunemente definito “Falso d’arte”. Il “Falso d’autore”, invece, non è un’opera spacciata per autentica e non è assolutamente illegale. Il mercato dell’arte oggi si nutre della vendita di quadri copiati dagli originali e venduti a poche manciate di euro. I “Falsi d’autore” vengono sempre venduti con un certificato di garanzia e sono autografati dai loro autori. Ogni artista al giorno d’oggi usa preparare una serie di opere d’arte già pronte, con le loro singole quotazioni, pronte a soddisfare le differenti richieste. E non solo: perché moltissimi artisti lavorano quotidianamente eseguendo copie di qualsiasi opera antica o moderna su richiesta. Al giorno d’oggi ad ogni modo sono moltissimi i negozi ad occuparsi della vendita di quadri e stampe: i grandi supermercati del mobile, ma anche i supermercati, le piccole botteghe di ferramenta, ovunque è possibile comperare un quadro di poco valore in grado però di regalare una nota di colore ai nostri ambienti. Come rinunciare, in fondo, al piacere di possedere un “Caffè di notte” di Van Gogh, sia anche solo in versione stampa? Il piacere di comperare un quadro in fondo non ha veramente paragoni.
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