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Le case d’asta, per collezionisti e non solo
In Italia vi sono diverse case d’asta il cui scopo è appunto mettere all’asta opere d’arte antica e contemporanea, ma anche di oggettistica, antiquariato, orologeria, tappeti e gioielli. Da qualche decina d’anni le case d’asta svolgono il loro lavoro anche attraverso le emittenti televisive locali, che trasmettono solo in aree geografiche limitate. Per sopperire a questa limitatezza geografica, alcune case d’asta realizzano periodicamente dei cataloghi con le ultime opere in asta, che vengono spediti in abbonamento a tutti gli interessati: si tratta molto spesso di cataloghi con immagini di dipinti, pertanto è abbastanza difficile farsi un’idea circa il valore e la bellezza di un dipinto giudicandolo solamente attraverso una fotografia. Per questa ragione, soprattutto nel caso delle aste di dipinti, è sempre consigliabile presentarsi di persona. Le case d’asta italiane usano bandire un’asta alla settimana, spesso il sabato o la domenica pomeriggio. Ogni asta è composta da una media di circa 250 lotti provenienti da privati che affidano i loro oggetti alla casa d’aste con lo scopo di vederli venduti. Questo è ciò che deve accadere per legge, pertanto è importante fare attenzione a con chi si tratta e in mano a chi si mettono i propri oggetti: la correttezza commerciale è alla base di tutto, e per questo è indispensabile che non solo le aste ma anche i rapporti con i propri clienti vengano mantenuti nella massima trasparenza. Le aste rappresentano la meta favorita dei collezionisti, che vi si recano per avere garanzia dell’autenticità dei dipinti e degli oggetti e per avere un prezzo di partenza più vantaggioso. Ovviamente, per quanto il prezzo di partenza sia basso, la casa d’aste dovrà ricaricare la vendita per ripagarsi il servizio di intermediazione; e bisogna tener in considerazione il fatto che la base d’asta poi sale via via durante il corso dell’asta stessa, proprio per il tipico meccanismo di offerte a salire che fanno parte della vendita.
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