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Collocare un quadro nella posizione adatta: quando la galleria d’arte diventa una vetrina
Le gallerie d’arte sono luoghi dove esperti ed appassionati si recano per osservare quadri e dipinti con occhio critico e fortemente interessato. Va da sé che la posizione dei differenti quadri all’interno della galleria dev’essere studiata con estrema attenzione. Solo una precisa ed accurata collocazione delle opere d’arte all’interno degli spazi espositivi delle gallerie sarà in grado di garantire al visitatore una fruizione ottimale. La posizione del quadro nella stanza rispetto alle fonti luminose, siano esse naturali (finestre) o artificiali (faretti al neon o lampade) è uno degli elementi fondamentali da tenere in considerazione. Ad esempio, se il quadro è collocato sulla parete opposta rispetto alla fonte luminosa, si andranno a creare dei riflessi poco piacevoli sul vetro che la protegge, impedendone una visione precisa ed accurata. Ovviamente questo discorso ha un senso nel caso di fonti luminose molto vicine all’opera d’arte o a stanze troppo piccole. Per evitare che sui vetri che proteggono i quadri si formino questi fastidiosi riflessi può essere utile, nel caso di faretti, orientarli in modo tale che la luce non colpisca direttamente il quadro ma si rifletta su di essa in così da formare un angolo di 45° o meno. Ciò non significa che un quadro è valorizzato se riceve poca luce, anzi, è vero il contrario: esso deve essere ben illuminato così da consentire a chi lo guarda di coglierne appieno tutti i dettagli. La soluzione ideale è che luce artificiale vada a creare un riverbero all’interno della galleria: basterà ad esempio puntare i faretti verso il soffitto o avvalersi di piantane per ottenere un ottimo effetto di illuminazione. Se si decide di orientare la luce direttamente sulle opere, oltre alla regola dell’angolo di luce alla quale abbiamo accennato, bisognerà fare attenzione a quale gradazione cromatica si sceglie, se una luce calda, una bianca o una fredda: gli effetti che ne risulteranno saranno decisamente diversi, poiché la tonalità della luce dona all’ambiente, alla galleria ed alle opere un’aria veramente differente. In questo senso, se la galleria avrà un approccio moderno, minimalista o high tech, con un’esposizione di quadri d’arte contemporanea, sarà il caso di mantenere l’ambiente freddo e monocromatico, in modo da sottolineare ad esempio il candore delle pareti; se invece la galleria è arredata con mobili d’epoca ed espone quadri classici, potrà essere una buona soluzione conferire eleganza all’ambiente “scaldandolo” con tonalità di luce calde, tendenti al giallo. Le stesse opere d’arte risentono di questa semplice regola: un dipinto antico o classicheggiante sarà messo in risalto sotto una luce calda, che ne sottolinea i colori caldi; mentre i quadri più moderni andranno messi in rilievo con una luce fredda, in grado di far risaltare i blu, i verdi e tutti i colori appunto freddi. Per quanto riguarda la luce solare, essa, se troppo intensa può danneggiare il quadro, sbiadirne i colori e rovinarlo per sempre. Sono i raggi ultravioletti, infatti, a danneggiare il quadro scolorendolo e scrostandolo in superficie, e ciò può accadere sia nel caso di quadri a tempera, che acquarelli ma anche nel caso di arazzi.
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